10/03/2021

Aprire un e-commerce

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Come fare e quanto mi costa?

La vendita online è il futuro? Ha senso avere uno shop online?

Queste domande sono sempre più diffuse tra imprenditori e privati cittadini che, per un motivo o per l’altro, vogliono trovare un modo di trarre del profitto anche grazie al web.

Il 2020 ha giocato un ruolo fondamentale nella crescita di molti business che operano online: in tempi di pandemia globale e lockdown aprire un e-commerce potrebbe essere diventato indispensabile per portare avanti un dialogo tra venditore e acquirente.
Perciò: sì, la vendita online sicuramente fa parte del nostro futuro e avere uno shop digitale apre di certo nuove opportunità. Esistono però dei “ma”, sui quali è importante soffermarsi prima di decidere di aprire un negozio e-shop.

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Cosa serve per realizzare un e-commerce

Una somma da investire. Questa è LA regola.

È diffuso il pensiero “apro uno shop online, nel giro di poco inizio a vendere e aumento le mie possibilità di guadagno”.
Purtroppo non funziona con questa semplicità. O meglio: se un brand è già ampiamente conosciuto e ha una clientela consolidata offline (parliamo di migliaia o milioni di persone) è un conto, se si tratta di un brand nascente, o poco noto, è “tutto un altro paio di maniche”.

Prima di iniziare a vendere online infatti si deve svolgere sempre un’attenta analisi dei costi e dei benefici. E bisogna accettare il fatto che l’esborso – sicuramente in un primo momento – sarà molto più alto degli ingressi, anzi, è importante considerare il budget investito inizialmente come un investimento a tutti gli effetti!

Per aprire un e-commerce serve:

  • un buon hosting, da commisurare alla piattaforma e al traffico che si prevede e che ci sarà sullo shop online (è quindi necessario un costante monitoraggio);
  • un business plan: è fondamentale approcciarsi alla vendita online con obiettivi, budget e strategie. Più si hanno le idee chiare, più è possibile ottimizzare l’investimento;
  • una piattaforma e-commerce adatta al budget e agli obiettivi del business. Assioma da tenere in considerazione: la piattaforma potrebbe cambiare in corso d’opera. Escludiamo per il momento una piattaforma di vendita sviluppata custom, che avrebbe costi spropositati, e parliamo di CMS (Content Management System – pannelli di amministrazione dei contenuti). Ci sono CMS semplici ed economici, altri più complessi e costosi. A seconda del business, si valuta quale strada percorrere;
  • un’analisi del mercato online in cui ci si vuole posizionare: target, competitor, canali da presidiare;
  • una strategia di azione: come e quando uscire, tempi, costi, obiettivi, attività di promozione;

  • un brand e un’immagine studiati ad hoc e funzionali: per vendere online bisogna farsi vedere e riconoscere. A meno che non si parli di un marchio noto i cui prodotti sono già conosciuti dal target, bisogna rendersi appetibili. Per fare in modo di ampliare le possibilità di venire scelti, è importante quindi anche una presentazione efficace del marchio;
  • tempo: gestire un negozio online richiede un continuo monitoraggio, interventi tecnici e migliorie, caricamento e/o cancellazione dei prodotti e tutto ciò che avviene dopo la vendita: imballaggio, spedizione, gestione magazzino, gestione fatturazione ecc.;
  • consulenza legale: per vendere online servono un contratto, delle chiare dichiarazioni lato privacy e utilizzo dei dati che siano personalizzate in base alle attività che effettua la piattaforma o che vengono effettuate lato promozione, quando coinvolgono il salvataggio dei dati personali degli utenti.

Il ruolo della promozione

Il web è pieno di player che, pur non essendo concorrenti diretti, catturano l’attenzione dello stesso target. Per interessare i potenziali clienti è importante quindi riuscire ad emergere, ma prima ancora bisogna farsi conoscere. Ecco che diventa vitale “vendersi per poter vendere”.
Ma anche qui non basta “fare un annuncio sui social e aspettare”. Bisogna ragionare in ottica data-driven e comprendere come monitorare l’andamento, fare dei test, modificare le strategie, conoscere gli strumenti da usare, modificare l’usabilità della piattaforma, implementare novità e molto altro.

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Infine: un e-commerce può non vendere. Capita molto più spesso di quanto si immagini: il 90% degli e-commerce italiani fallisce entro il primo anno di vita (statistica della Camera di Commercio). Bisogna quindi accettare il fatto che non solo lo shop e le campagne debbano essere ottimizzate ed orientate alla vendita e alla crescita nel medio-lungo periodo, ma anche il proprio business plan deve esserlo.

Il ruolo della piattaforma

La piattaforma e-commerce che si sceglie è importantissima sotto numerosi aspetti:

  • costi: non vanno considerati solo i costi di realizzazione (che possono variare a seconda della tipologia di vendita e della complessità di azioni che si vogliono far compiere allo strumento), ma anche e soprattutto quelli di mantenimento. La tecnologia va quasi alla velocità della luce, quotidianamente vengono scoperti bug ai sistemi e alla sicurezza, il codice con cui è sviluppato un sito evolve e pertanto è necessario aggiornare il proprio CMS. Inoltre lo stesso e-commerce potrebbe avere costi fissi di utilizzo o percentuali sulle vendite.;
  • future implementazioni: man mano che si genera traffico verso lo shop online, va analizzato il comportamento dell’utente e consequenzialmente diventa strategico implementare modifiche e nuove funzionalità. Spesso si tratta di modifiche che non possono essere fatte in autonomia, bensì vanno affidate a esperti sia lato sviluppo sia lato marketing online;
  • autonomia di gestione: non tutte le piattaforme sono di facile utilizzo o intuitive. Se non si è previsto del personale dedicato a seguire lo shop online, o non si è disposti a delegare la gestione ad un’agenzia o un freelance, è importante capire sin dalla prima fase di progettazione quanto si intende fare in autonomia e quali sono le proprie capacità nella comprensione e uso di gestionali e piattaforme varie;
  • User Experience: la piattaforma deve essere di facile consultazione. Deve essere semplice effettuare una conversione e raggiungere tutte le info necessarie affinché l’utente si possa sentire al sicuro nello spendere soldi in un negozio virtuale.

A questo punto è abbastanza ovvia la complessità che esiste dietro ad uno shop online: c’è un mondo di differenti attività che devono essere messe in piedi affinché le possibilità di vendita aumentino.

Nonostante ciò, gestire un e-commerce ha anche i suoi lati piacevoli e, se il business è studiato e adatto alla vendita online, può portare grandi soddisfazioni.
L’importante è pianificare con attenzione una strategia operativa ben fatta e cercare supporto in professionisti esperti.

Se desideri aprire un e-shop, parliamone insieme. Siamo preparati per offrirti la giusta consulenza. Puoi scriverci qui e fissare un incontro anche via web.