10/07/2021

Personal Branding: come promuoversi con successo

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“Il tuo brand è ciò che la gente dice di te quando non sei nella stanza.”

A dirlo è stato Jeff Bezos, il fondatore di Amazon.
Questo per capire da subito quanto valore ha il branding per chi desidera che il proprio marchio sia di pubblico dominio.

Se fino a poco tempo fa il termine “branding” sembrava essere riservato alle aziende, con l’avvento dei social e della gig economy (“modello economico basato sul lavoro a chiamata, occasionale e temporaneo, e non sulle prestazioni lavorative stabili e continuative, caratterizzate da maggiori garanzie contrattuali”, fonte: Treccani) ha acquisito una nuova branca di applicazione: il “personal” branding.

Ossia far sì che la propria persona sia considerata alla stregua di un brand. Un marchio personale è la combinazione unica di competenze ed esperienze che si vogliono presentare al mondo. Esattamente come per le aziende, un personal brand efficace potrà portare alla differenziazione dalla concorrenza e consentirà di creare fiducia con potenziali clienti e datori di lavoro.

6 consigli per attivare una strategia di personal branding efficace

  1. Auto-promuoversi senza “vendersi”

    Fare personal branding per tentare di vendere se stessi in modo troppo esplicito non è funzionale all’obiettivo. Dare l’impressione di volersi vendere a tutti i costi, anzi, può essere piuttosto controproducente per la propria brand reputation. È importante invece focalizzarsi su come si appare e, al contempo, cercare di apparire così come si vorrebbe essere visti, mantenendo un giusto equilibrio tra il dare informazioni, ascoltare l’interlocutore e inserire alcuni rimandi strategici su sé stessi.

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  2. Farsi promuovere dagli altri

    Le recensioni degli altri hanno sempre un valore enorme per chi si informa su qualcosa o qualcuno online. Non parliamo solo di recensioni in termini di rating e stelline, ma anche il “parlare” positivo fatto da altre persone tramite i loro profili: un collega, un collaboratore, un cliente, un amico, un’azienda. Anche solo venire menzionati in un post/foto che valorizza un determinato lavoro acquisisce un valore enorme in termini di reputation.

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  3. Non essere solo autoreferenziali

    Se è importante farsi promuovere dagli altri, è altrettanto importante promuovere gli altri. Valorizzare il lavoro di terzi, apprezzarli pubblicamente, consigliarli come collaboratori… sono azioni che tornano indietro e che aiutano a creare un network. Una persona che ha una rete di relazioni e che appare come in grado di mettere in piedi collaborazioni vincenti, verrà percepita come una risorsa utile ed accattivante.

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  4. Fare storytelling autentico

    Attenzione a raccontarsi con onestà!
    Guai a vendersi per ciò che non si è: l’utente ha la sensibilità per capire quando un brand non è coerente con ciò che racconta di sé. L’autenticità e la sincerità sono fondamentali per guadagnarsi la fiducia degli interlocutori, e sono necessarie per tessere quelle relazioni che servono a ricevere feedback e recensioni positive.

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  5. Pubblicare contenuto interessante

    È importante definire a monte su quali aspetti della propria immagine pubblica si vuol fare un’attività di personal branding. Una volta individuato l’argomento di cui si vuol trattare e capito come posizionarsi, diventa importante pubblicare contenuti che risultino interessanti: è bene quindi conoscere come il target di riferimento ama essere “agganciato” e parlare il suo “linguaggio” per conquistarne l’attenzione e conservarla.

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  6. Individuare gli strumenti online adatti al proprio obiettivo

    Non è detto che per promuoversi si debbano presidiare tutti i principali canali online (Facebook, Instagram, TikTok, Pinterest, Twitter, LinkedIn, Medium, ecc.). È fondamentale capire quali sono le piattaforme più frequentate dal target di riferimento e presidiare bene quei determinati canali. Meglio meno, ma ben fatto.

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Se non si pone particolare attenzione alla propria privacy, in rete è ormai possibile trovare una moltitudine di informazioni legate ad una singola persona (avrete sicuramente provato a Googlare il vostro nome ogni tanto): dal profilo Facebook a quello LinkedIn, fino a siti web personali o appartenenza ad una azienda. Molte persone desiderano che ciò avvenga, perché vogliono venire trovate e sperano che compaiano determinate informazioni (portfolio, esperienze lavorative, interessi, ecc.).

La strategia di personal branding è però strettamente collegata all’intento di crearsi una buona brand reputation dato che, appunto, diventare pubblici apre anche alla possibilità di ricevere critiche e non venire apprezzati. Ecco perché il brand personale va coltivato con attenzione: una gestione sbagliata della propria reputazione online, comporta il rischio concreto di perdere affari.