04/04/2019

Welcome to the SCRUM Bar

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Tre anni fa, nello scantinato del nostro vecchio ufficio (non per cadere nell’ennesima comparazione inflazionata, ma si trattava veramente di uno scantinato), ragionammo sulla possibilità di sviluppare un piccolo software per la gestione dei piani editoriali sulle pagine social dei nostri clienti.

Inizialmente il programma era composto da poche righe di codice ed alcune tabelle in database… Oggi, dopo qualche anno di lavoro, si è trasformato in EDIT. Il percorso che ci ha permesso di realizzare un vero e proprio software, usabile e funzionale, è stato facilitato dall’introduzione nel nostro working process della metodologia SCRUM.

でんたく – [Dentaku, Calcolatrice]

Era il 1986 quando Ikujiro Nonaka e Hirotaka Takeuchi resero pubbliche per la prima volta le loro innovative teorie sulla gestione dei progetti in ambito aziendale.

Lo SCRUM è nato fondamentalmente dal desiderio di rivalsa nazionalista di Nonaka e Takeuchi: profondamente scottati dall’umiliazione inferta al Giappone durante il Secondo Conflitto Mondiale, i due hanno cercato il proprio riscatto nel pensiero avanguardistico che li ha poi portati a trasformare radicalmente il modo di concepire il management aziendale, fornendo alle aziende un metodo completamente differente di approcciare i progetti di lavoro.

Nell’articolo “The new new product development game” (pubblicato dalla Harvard Business review) invitavano a sostituire il classico lavoro a “staffetta”, che imponeva ai membri del team di passarsi i compiti a cascata, con un approccio che ricalcasse in un certo senso le dinamiche di gioco delle squadre di rugby, lavorando tramite “passaggi laterali e indietro”, per agevolare l’avanzare del progetto: “stop running the relay race and take up rugby”.

Le esperienze lavorative che hanno formato i due giapponesi sono state di fondamentale ispirazione nell’elaborazione di queste innovative teorie: Nonaka aveva partecipato allo sviluppo di diversi modelli di stampante Xerox presso la grande azienda Fuji mentre Takeuchi insegnava Management alla futura classe dirigente del nuovo Giappone come professore associato della Hitotsubashi University.

Con loro è dunque nato un nuovo metodo di lavoro, oggi il più utilizzato in ambito di product development: si tratta dell’Agile, nello specifico di un particolare framework, ovvero il metodo Scrum, una pratica di approccio al lavoro di team che ha permesso la nascita di grandi colossi come Google, Amazon, Facebook, Microsoft, IBM, Apple, Nike.

Tutto il mondo gioca a rugby

Nei primi anni 90 Ken Schwaber, un software developer dell’Illinois, e Jeff Sutherland, ex militare e data scientist, riprendendo l’articolo di Nonaka e Takeuchi, introdussero questo metodo all’interno delle loro rispettive aziende, ignari del fatto che sarebbero passati alla storia come i primi pionieri nell’applicazione pratica di questa nuova metodologia di lavoro.

Durante la Object-Oriented Programming, Systems, Languages & Applications (OOPSLA) del 1995 i due presentarono per la prima volta questa nuova metodologia con il nome di SCRUM.

Nel linguaggio comune il termine Scrum era stato utilizzato fino a quel momento per indicare la “mischia chiusa” del rugby, mentre oggi, digitando su Google questa parola, troverete nei risultati di ricerca del browser pagine e pagine dedicate alla descrizione di un particolare framework di project management e di decision making, famoso per aver influenzato il modo di concepire il workflow operativo nelle più grandi aziende del mondo.

Ken Schwaber e Jeff Sutherland hanno in pratica realizzato un’applicazione empirica dei concetti immaginati e teorizzati dai giapponesi Nonaka e Takeuchi, impiegando concretamente principi che, fino ad allora, non erano mai stati introdotti in un’azienda: cicli iterativi di produzione, progettazione rapida, revisione e adattamento costante, tutte pratiche finalizzate alla realizzazione di progetti complessi, alla riduzione del rischio e all’agevolazione dei processi di decision making.

Le metafore tra rugby (passaggi in linea e avanzamento step by step) e il concetto di project management promosso dai due sviluppatori (iterazioni susseguenti per portare avanti singoli pezzi del progetto) sono oggi stati integrati nei processi produttivi di numerosissime aziende e lo SCRUM è diventato uno dei framework Agile più utilizzati in assoluto.

The SCRUM methodology shares many characteristics with the sport of Rugby:

  • the context is set by playing field (environment) and rugby rules (controls);
  • the primary cycle is moving the ball forward;
  • rugby evolved from breaking soccer rules – adapting to the environment;
  • the game does not end until environment dictates (business need, competition, functionality, timetable).

SCRUM Development Process, Ken Schwaber

Agilità

Non è stato un caso che gli stessi ideatori della metodologia SCRUM siano stati nel 2001 anche tra i primi firmatari del manifesto Agile.

I pochi e semplici principi di gestione progetto delineati nel manifesto riassumono molto chiaramente l’essenza di questo rivoluzionario approccio al lavoro di team:

  1. le persone e le interazioni sono più importanti dei processi e degli strumenti (le relazioni e la comunicazione tra gli attori di un progetto sono la miglior risorsa del progetto);
  2. è più importante avere un software funzionante che documentazione (bisogna rilasciare nuove versioni del prodotto ad intervalli frequenti, e bisogna mantenere il codice semplice e avanzato tecnicamente, riducendo la documentazione al minimo indispensabile);
  3. bisogna collaborare con i clienti oltre che rispettare il contratto (la collaborazione diretta offre risultati migliori dei rapporti contrattuali);
  4. bisogna essere pronti a rispondere ai cambiamenti oltre che aderire alla pianificazione (quindi il team di sviluppo dovrebbe essere pronto, in ogni momento, a modificare le priorità di lavoro nel rispetto dell’obiettivo finale).

Non troverete qui lo schema dettagliato sul funzionamento di questa metodologia, spiegazione che rimandiamo al prossimo articolo di questo blog: per ora la storia che vi abbiamo narrato non è altro che il racconto, ai limiti del fantascientifico, di quando il rugby e i suoi schemi di gioco sono stati applicati alla gestione del product developement, rivoluzionando per sempre il nostro modo di gestire il teamwork nella realizzazione di progetti complessi.